martedì 26 gennaio 2010

[Pura Lana]..esperimenti con Lana 100% Abruzzo!

Da quando mi piace anche la lana...la lana da crochettare..la cerco ovunque, nei pochissimi e pienissimi negozietti della città, negli ingrossi in cui vado per altri motivi e ovviamente anche al mercato. Finora ho acquistato soprattutto lana di rimanenze, un gomitolo a colore al massimo un paio e quindi messa in saldo, quasi sempre in pura lana o mista e comunque da lavorare con l'uncinetto 4, 5 o con il 7. Poi qualche settimana fa di venerdì sono passata al mercato sotto casa dove c'è una bancarella di merceria, non più economica di alcuni negozi che conosco anche rispetto alla lana che costa decisamente di più delle mie finora usate..ma due grandi sacchi trasparenti stracolmi di matasse color "pecora" mi hanno colpita.


Matasse da 100 gr in due spessori di filato. Finalmente avevo trovato lana vera, pura lana ma soprattutto lana 100% made in Abruzzo!! L'ho immediatamente toccata e non mi aspettavo una morbidezza simile e poi l'ho subito odorata e profumava di sapone, sapone marsiglia..che meraviglia!!

Nella regione del mare e dei monti, delle vongole e delle pecore non era possibile non incontrarla prima o poi anche se il nostro incontro non è avvenuto così velocemente ma c'è voluto del tempo...è difficile da trovare in genere non è di buona qualità e non certo adatta per fare cose per bambini che io invece ho immedatamente provato a fare.

Appena acquistata l'ho portata a casa e mi sono ritrovata senza alcuna esperienza a svolgerla per farne gomitoli. Soltanto un lontano e peraltro noioso ricordo mi ritornava in mente di braccia allargate con mia nonna che mi strillava di non chiuderle mentre lei raggomitolava e io scalpitavo per andare a giocare..ma nessuna tecnica era stata memorizzata, Sveva a scuola e le sedie disponibili non  a misura..per farla breve c'ho messo circa 2 ore a ricavare i miei primi gomitoli della prima matassa da 100 gr.


Un arcolaio regalato a mia suocera doppione presto sarà nella mia casa non ho dubbi!!

Fatti i gomitoli ho provato con i miei due uncinetti da 4,5 e da 7 per capire come rendeva lo spessore scelto, ho acquistato solo quella più spessa..ora però ho anche quella sottile che però non ho provato..mi terrorizza farne gomitoli finchè non avrò l'arcolaio..ma si chiama così o in un altro modo? Boooh!!

La foto che vedete è stata fatta appena prima che diventasse un gran nodo..bellissima, profumata, morbida e sopratutto naturale che trasmetteva un atmosfera antica e rassicurante..


Ed ecco le prime prove..e poi il primo basco lavorato cambiando l'uncinetto, lo potete notare dagli "scalini" che si sono creati passando dal 4,5 al 7 per evitare aumenti e diminuzioni di maglie. 


Anche il punto in cui il basco rigira e da disco diventa basco è fatta semplimente cambiando uncinetto passando dal n°7 al n° 4,5..è una tecnica che mi piace usare per avere una lavorazione omogenea, senza buchi o ammassi puntuali di maglie.


Ma la lana naturale si presta a tante altre tecniche tutte da provare..la tintura per esempio che presto proverò ma che presenta diverse tecniche e soprattutto spazio, tempo e tranquillità che in questo momento mi mancano ma che prima o poi voglio sperimentare. Per ora sto solo raccogliendo informazioni che spesso giro su FB.

Un'altro utilizzo invece della pura lana è il suo infeltrimento e l'altro giorno da un blog che seguo ho deciso di fare delle prove. Tre cappelli di lana che diventano ciotole, portavaso, contenitori..una fantastica idea per cominciare! qui il link.










Ma il mio esperiemnto non è a caso...Il 31 farò il primo corso di infeltrimento ad acqua, (come i corsi della fantastica Giulia-GiFelt) presso il WWF del Lago di Penne (PE). 


E' un luogo in cui andiamo spesso a rigenerarci..ne parlo qui e che ha un bellissimo laboratorio di tessitura di diversi filati, lino, canapa e anche lana. Farò un corso di infeltrimento ad acqua che in parte conosco già e che ho usato per fare dei bottoni che potete vedere qui.


Verrà anche Sveva, mia suocera Franca ma soprattutto alcune amiche blogger convocate ed entusiaste per l'occasione del corso e dell'incontro..non vedo l'ora!!



...ma ritornando a miei esperimenti anticipatori del corso..(scusate se mi sono dilungata un pò!!) ho così realizzato una piccola scatola con coperchio ed ho deciso, anche per le piccole dimensioni, di infeltrirla a mano e non in lavatrice.


Così con l'asse da bucato e una spazzola con sapone (COOP design!) dopo aver lasciato la scatolina a mollo in acqua bollente per circa 1 h ho iniziato a insaponarla e strofinarla per un'altra ora abbondante. Una faticaccia ma piacevole..





















Questo è il risultato anche se non è quello che mi aspettavo di ottenere dopo tanto lavoro nel senso che pensavo che i buchi del crochet sarebbero scomparsi completamente, come i cappelli qui sopra del limk indicato..forse è il crochet e i suo buchi inevitabili rispetto alla tessitura con i ferri ma anche alcuni accorgimenti che ho scoperto in seguito tipo l'utilizzo di detersivo per i piatti piuttosto che sapone marsiglia e poi una pallina di gomma di cui però non capisco la funzione ma pare sia efficace.


Al corso sicuramente capirò altre cose e vi saprò dire...
Questa scatolina-esperimento ora contiene i miei pon pon in feltro nepalesi che altrimenti erano contenuti in una plasticosa scatoletta IKEA.
Ora hanno una dimora appropriata..non credete?!!


Non volevo dilungarmi così tanto ma questa bellissima lana 100% Abruzzo, di cui sicuramente vi riparlerò per altri motivi, è una splendida occasione per imparare nuove cose e nuove tecniche..perchè la creatività è un processo dinamico e continuo che trascina e che non si può evitare nè fermare..bisogna solo farsi portare, e trascinare verso nuove e meravigliose esperienze...

..al prossimo post tutto dedicato al corso, a miei incontri blogger e ai nuovi segreti svelati...
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25 commenti:

Rossana 26 gennaio 2010 23:05  

Fai diventare tutto magico. Mi fai amare qualsiasi cosa ti capiti tra le mani.

poppy 27 gennaio 2010 00:24  

che bello il color pecara(che belle le pecore!!!) e poi naturale cosi puoi anche tingerla con gli infusi vegetali e ottenere colori bellissimi!

helena 27 gennaio 2010 01:01  

Che bella lana! Che fortuna trovarla proprio sooto casa!

Perline e bottoni 27 gennaio 2010 07:09  

Hai mai avuto la triste esperienza di infeltrire per sbaglio un bel maglione? Sembra così facile... e invece quando vuoi farlo tu i filati si ribellano! Quella lana bianca la vedo anche da tingere in casa, miispira mucho. Se hai bisogo di un'arcolaio te lo presto volentieri. Sto aspettando la risposta di Matilda per domenica. Forse viene anche lei. Buona giornata piovosa. Speriamo almeno che non nevichi. Splendida giornata to you.

MammaChicca 27 gennaio 2010 09:18  

Ma che meraviglia, un sogno questa lana mi sembra di sentirne la morbidezza fin da qui, e compliemnti per l'esperimento di infeltrimento, ... ho letto da qualche parte ... non ricordo dove ... che la lavatrice ad alta temperatura con più sapone del necessario funziona bene per infeltrire.

Beta 27 gennaio 2010 09:29  

Che bello... si è delizioso infeltrire con l'acqua caldina ed il sapone (soprattutto in questa stagione!) e che bella scatolina ne è uscita ... morbida delicata "color lana", una lana speciale perchè frutto di una terra splendida....
Non ho visto la pallina, ma penso che serva per "lisciare" la lana, a me al corso hanno insegnato a usare le tovagliette di bambù per la frollatura e la "plastica in bolle" (quelle da imballaggi) per rollarla ulteriormente! Ecco, potrei supporre che la pallina serva a questo... in ogni modo aspetto i trucchi e altri magici racconti del tuo corso. Un bacio

GIfelt 27 gennaio 2010 09:29  

Carissima Roberta, che bel post! Ricco di utili suggerimenti e carico del tuo entusiasmo, della tua inesauribile creatività e della tua ...assillante curiosità. Condivido appieno le tue osservazioni sulla creatività, è proprio così fino a diventare, talvolta, quasi un'ossessione! Interessante l'utilizzo degli uncinetti di calibratura diversa. Grazie. So, so che fra poco frequenterai un corso d'infeltrimento ad acqua. Sono sicura che ne sarari entusiasta e come te tutte le tue compagne, direi che avviene una trasformazione magica della lana...non ti fermerai più.
Il lavoro che sto facendo con le lane autoctone mi è stato richiesto dall'Università di Bari, dipartimento di Fisiologia generale per un progetto sul recupero delle greggi "altamura" e "leccese" e dalla Casa circondariale di Lecce. Interessante, no? Spero di poter essere utile. Anch'io, come te, ho sempre avuto la passione della lana. Il feltro è l'ultimo approdo.
Grazie per avermi citata.
Scusa la lungaggine.
Baci a te e bacetti a Sveva.
Giulia

try2knit 27 gennaio 2010 09:32  

Ciao.. che belle che sono le ciotoline!! E che bel posto per fare il corso. Invidiosa sono! ;)

Baci
Ciami

la.daridari 27 gennaio 2010 09:34  

Lana favolosa... i mercati sono una miniera, anche io ne ho trovata made in Bergamo, qui da me! Se ti può essere utile, i buchi della lavorazione a maglia non sono spariti neanche a me con l'infeltrimento, e per di più con la lana wash-and-filz, quella fatta apposta... credo ci vogliano più passaggi o un tipo diverso di sapone... comunque la tua scatolina a me piace, i punti che ancora si vedono creano una bella texture.

barbara 27 gennaio 2010 09:36  

beeeeello (vedi belato di pecora abbruzzese)! Personalmente di ifeltrimento non capisco nulla, ma sono innamorata della tecnica (altrui) per cui sono ansiosa di scoprire cosa ti insegneranno di sorprendente. Il basco è molto carino e anche la scatola non mi dispiace, trovo gradevole il fatto che i punti rimangano a vista", sa più di home made! brava!

AbcHobby.it 27 gennaio 2010 12:16  

la lana naturale è bellissima, morbida e profumosa!!! io, e i gatti, ci mettiamo dentro il naso e annuserei per ore!! bellissimo il filato che hai trovato e stupendo il basco!!! la scatolina poi è davvero deliziosa!!
Io per infeltrire la lana uso solo sapone di marsiglia, mi hanno sempre sconsigliato il sapone dei piatti (troppo acido)! Però io infeltrisco la lana cardata e non filata, magari cambia!!
Il corso in quel posto da favola?? che meraviglia... sono sicura che tornerai entusiasta del magico mondo della lana e del feltro.
bacioni eli

manuscrap 27 gennaio 2010 13:48  

che post affascinante... mi limito a guardare e a sognare con una espressione da pecorella :)))

bismama 27 gennaio 2010 15:54  

Ti avviso, che per una come me che ama il faidate, ma non ama farlodase, stai per diventare il mio mito :-)))

Anonimo,  27 gennaio 2010 16:52  

che bello un corso cosi' e poi in posto meraviglioso,complimenti per tutto,la lana deve essre bellissima da lavorare bella la tecnica cel cambio di numero dell'uncinetto provero' ciao Patrizia P.

Ciacchina 27 gennaio 2010 21:58  

fantastico tutto! ma soprattutto l'aver scoperto l'esistenza di questi corsi presso l'oasi wwf di Penne: speriamo li organizzino anche d'estate! io trascorro le mie vacanze tra Penne e Farindola!

AnnaDrai 27 gennaio 2010 22:37  

il tuo entusiasmo mette sicuramente addosso la voglia di crochettare, infeltrire, tricottare... ma posso dedicarmi solo ad una cosa per volta, quindi la lana dovrà ancora spettare ;)
a presto

RID 27 gennaio 2010 23:24  

Son preciosos los trabajos de crochet!1 Esa caja para los botones fieltro me encantó!!! Espero que el curso sea muy interesante para que compartas con nosotros!!!!!
Perdona que no escriba tan frecuentemente pero tengo mucho trabajo, no obstante sigo todos tus posts! Baci

Anonimo,  28 gennaio 2010 10:47  

Robi, mi stai facendo venire la voglia di abbandonare il patchwork e riprendere ferri e uncinetto!! ma quello che è affascinante è certamento il feltro che puoi utilizzare come vuoi, ti seguiro' in questa nuova avventura!
baci e bacini a Svevina
nonnapapera

..althea officinalis.. 28 gennaio 2010 14:57  

La lana apre davanti a noi strade infinite..
quante cose possiamo fare..
eppoi quando è naturale, ancor meglio se non trattata, è ancor piu bella!!
io scopro ogni volta un nuovo magico segreto!
Giulia sarà una splendida maestra!
ciao, è bello aver letto questo post.

Aurora 28 gennaio 2010 14:59  

Non ho mai laborato con lana naturale, e mi piace molto il risultato!!!! fascinante!
Anch'io cambio l'uncinetto perche non mi sembrano mai belle le cose omogene.
baci

Petunia 28 gennaio 2010 16:09  

poco dopo aver visto la tua scatole, su designerblog ho visto dei contenitori simili. Riempiti di bulbi dai fiori profumati, facevano un bellissimo effetto.
Tra le varie tecniche sperimentate, non ho mai provato con la lana infeltrita (gli infeltrimenti accidentali in lavatrice non contano, credo!). Mi piace, prima o poi proverò anch'io.
Complimenti
Petunia

Anonimo,  1 febbraio 2010 17:46  

Ciao sono Elisa ti ho commentato altre volte. Anche io abito in Abruzzo e vorrei provare la lana che descrivi tu, mi metterò alla ricerca per mercatini, grazie per i suggerimenti per infeltrirla

Alessia 4 febbraio 2010 18:56  

Stupenda questa lana made in Abruzzo :D

Elena,  13 febbraio 2010 21:16  

Bellissimi i tuoi primi esperimenti! Ma in che mercato l'hai trovato? (Dalle descrizione mi sembra che anche tu sia a Pescara...)

Ciao
Elena che cerca da anni lana "di pecora" per finire un maglione lasciato a 2/3 per mancanza di materiale :-(

Anonimo,  25 novembre 2010 16:47  

bello!!sono giovanna, non so se puoi aiutarmi. tingo la lana con colori vegetali, ma ho una grande difficoltà a reperire buoni filati di lana pura 100% non tinti. sai a chi posso rivolgermi ( vivo a salerno)? a chi chiedere per questa lana abruzzese di cui scrivi?
insomma ogni dritta è un grande aiuto!!
grazie e spero di avere una tua risposta
giovannadangelo@hotmail.com

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...ero "creativa" anche a 6 anni, passai un'estate a fare collanine da vendere ai tedeschi del campeggio, a 15 cucivo vestiti per me e le mie amiche, a 25 realizzavo plastici per l'Università di architettura, a 40 mi dedico al cucito creativo. Mia figlia di 4 anni è come me. Spero che lei non disperda le energie.

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